noisemusicnoise obsolescenza obsoleta...
ma davvero? siete ancora qui? anche voi come me cercate ancora di vedere se c'è qualcosa di nuovo? eccolo, il nuovo:
www.myspace.com/obsolescenzaprogrammata
e che buon pro vi faccia.
ciao.
ma proprio nessuno più su questo blog?
vabbè....fenomenologia dell'abbandono.
a proposito: ma voi ve lo ricordate mai un simile pompaggio mediatico-pubblicitario per il giorno di San Valentino?
no? neanch'io, e non ce ne frega un cazzo. passiamo ad altro.
giorni fa è arrivato all'indirizzo di primoregistrazioni un pacchetto davvero unico e simpaticissimo da parte di Marino Josè Malagnino (produzioni Pezzente) contenente due suoi CD dentro insolite confezionature praticamente fatte a mano. di questi packaging non vi dirò nulla, per ora, perchè aspetto di farveli vedere con la dovuta calma e intimità che dette costruzioni richiedono, in culo a tutta la serialità che ci viene propinata ad ogni ora in questo mondo di plastica etc, etc...
adesso vorrei scrivervi della musica che questi CD portano dentro sè. l'aggettivo "eccezionale" vi basterà, tuttavia, ne sono sicuro.
oppure dirvi del progetto RISULTA, che ho deciso di affidare completamente a questo simpatico pezzente, ma di cui comunque voglio parlarvi a brevissimo. capito colella flaesh ettore alessio e quant'altri?
e tutti gli altri: ma chi siete, in realtà? quali i vostri nomi, quali le armi, quali le mire?....silenzio. solo silenzio d'intorno. e friggitoria di telematiche compressioni.
spero davvero che stiate bene, e che viviate benissimo tutto ciò che vi succede, che sappiate comunicarlo senza filtri, con il cuore aperto e l'animo disponibile.
lo so: non è da me (giampiero) scrivere queste cose, ma funziona così, stasera.
d'altronde l'ultima cosa da me scritta in questo angolo di nulla elettronico -qualcosa che aveva a che fare con la ricerca, il bisogno di raccogliere frutti di ogni tipo, le voglie sconfinate la necessità d'infinito- è stata interpretata come un "piangersi addosso".
potete metterla come vi pare, naturalmente. ma fraintendersi mi sembra cosa semplicissima nell'era della comunicazione globale. anche perchè tutto parte da un fraintendimento: si parla di comunicazione globale, non di ascolto. ognuno dice, ridice, ricorda ciò che ha detto e più volte lo sottolinea. si allenano le bocche mentre le orecchie fanno la doccia negli spogliatoi. e non sia questa una tentata morale favolistica: in realtà io sono il primo a non sapere ascoltare, e sono per giunta muto, oltre che disinteressato a qualsiasi idea di perfezione che non sia il coabitare pacifico e produttivo con quella che è secondo me la qualità più meravigliosa dell'essere uomo, e cioè la sua totale imperfezione e a-perfettibilità, appunto.
ma posso spararvi ottima musica, in cambio. stasera parte il pZz dj-sect. vi lascio, quindi, il link di Malagnino, salutandovi con le braccia all'aria:
In attesa di un sito che non so se verrà ma non credo che venga e che se pure venisse sarebbe subito surclassato da altri e ben più fastosi impegni o chiamateli come vi pare; in attesa che questo lento crepuscolo aquilano diventi presto notte e vino a casa; in attesa di finire questo calice nero (nessuna metafora, chè non sono così povero di linguaggio e poi in realtà le metafore le odio...è solo birra scura del Maracatù -buona, pure) e poi me ne andrò ramingo per le strade di nessuno a scoprire che per conservare il tutto non dovrà restare NULLA...niente: copio su questa pagina virtuale quelli che sono i primi scritti -o il mix di essi- del futuribile sito di Primoregistrazioni, alias Obsolescenza Programmata, alias solo noi, tre quattro sfigati e niente più e nessun altro, molti sogni e molti incubi, e paure abilmente dissimulate, speranze come tutti, intelligenza e spirito critico non proprio rari ma assolutamente non comuni, amori e rumori nelle teste e nei cuori, finchè i cuori tacciono come sassi nella notte fredda e si sentono solo i tubi di scarico che grufolano liquidi dentro le pareti -intercapedini esistenziali doppi fondi dell'essere di noi esseri umani che non stavamo bene da animali...basta così. Leggete, tanto non sarà nulla di nuovo per voi; le abbiamo scritte insieme e insieme ce le leggiamo e se a voi va bene (ma voi chi?) a me fa tanta tanta tristezza (il miglior suicidio è una overdose di eroina):
Ebbri di errori mal celati
Ebbri di latenze (non) morte
Ebbri di ebbrezze sacre
e di alberiscarsi che diventano santuari.
Ebbri come battelli ebbri lastricati di cristallerie infrante
Ebbri delle stronzate che non possiamo digerire se non ingolfandoci di densità coprenti in cui ogni oggetto sensoriale (persino gli oblomovismi i tubi catodici i filtrini i dipinti sospesi i sospensorii) diviene l’orribile che ci fa tendere le orecchie e spegnere i televisori.
Cercare le qualità che non valgono.
Anche noi Primoregistrazioni ci siamo cancellati dalle liste per la resurrezione, se non altro perché le nostre carni, così dolci nel risorgere, sarebbero pietanza ambita da giovani bocche avide di sangue metallico.
E poi se davvero vuoi farci rinascere, Dio dei secoli nei secoli, se davvero vuoi prenderti la briga di vedere come andrà a finire il sequel, devi pagare.
Sennò noi continueremo con la nostra ru(h)ralità, le nostre autocostruzioni, i feticismi, le manie, i disturbi, gli amori, i rumori. I sistemi di dronaggio. Le muzak per spazi vuoti. Le compressioni imperfette che danno creatività e allargano il raggio d’azione per qualcosa che se il mondo funzionasse bene non dovrebbe punto esistere. Le magnifiche sorti e programmate.
I disturbi bipolari in embrione.
L’isolamento, infine.
L’autismo.
Gratta gratta, lo sporco post-atomico di Obsolescenza Programmata è diventato il balsamo la protezione la crema doposole e levigante che ci fa da scudo contro gli scadimenti che non t’aspetti.
Urla come ninnananne, tribalismi nuova melodia, antigenesi dei flussi sub-limine, ultimi minuti di qualcosa –impossibile dire cosa.
Mistura cupa di tribalanze tributanti e in vero titubanti, alle volte,
sì che avvolte senza evolutio né solutio
permangono in stati indecisi e frammentati che alla fine fanno il tutt’uno dell’impersonale più anomico isolato ridotto a zero o poco più, meccanizzazioni per masse disgregate dunque, paleontologia del moderno andato,
ecco cosa è alla fine
DETRITO.
Fermenti sperimentanti per menti compiacenti:
MUSICA PER ESPOSIZIONE
Cioè divagazioni sensoriali ai limiti dello squagliamento neuronale -peraltro invocato vieppiù da CAMPANA che suona una due più volte ma obstaculato ad lib. da ambienti ronzanti pochi Hertzi fritti.
Burro caldo, spesso, DENSA MASSA COPRENTE,
viaggetto divano più spinelletto
e testa al cielo,
umanoTROPPOUMANO decrittare, troppi errori sballucchiare, e sublimi imperfezioni coltivare, noi animali agricoltori viaggianti sempre più immobili.
Sonoranza uguale tridimensione acerba e psychodelia subliminale e manco tanto.
Statuari stati d’animo presto illiquiditi.
Muraglie di sabbia feedback. Abrasioni gelatinose.
Vociare melodiante e nebbioso,
sospiri ai vespri
espiri slabbrature riverberanti e strascichi grumosi di fanghiglia noize obsoleta (ga)looppante.
Siamo nati maggiorenni, noi Primoregistrazioni, e col porto d’armi.
E ALLORA, CAZZONI:
DOVE ERAVAMO RIMASTI?
MORTE DEL ROCK?
ULTIMI DIECI VENTI TRENTA MINUTI DI VITA DEL SOLE?
ESERCIZI PENITENZIALI E/O MISTICO-APOCALITTICI?
ESCE PER PRIMOREGISTRAZIONI
OBSOLESCENZA PROGRAMMATA
DETRITO
100 COPIE NUMERATE E BASTA, SOLO QUELLE.
CINQUE TRACCE ABRASIVE, FRA BLUES-INDUSTRIAL E TRIBALISMI PROTO-WAVE.
DISTORSIONI E MANTRA SUBURBANI PER CERVELLI IN LOOP.
AUTOMATISMI DA SALOTTI IN SCALE DI NERI, MENTRE INTORNO GLI ORIZZONTI ARROSSANO, LE PARETI SI FANNO BIANCHE.
E SE NON VI BASTASSE
VIENE FINALMENTE DATO ALLE STAMPE
SEMPRE DA PRIMOREGISTRAZIONI
OBSOLESCENZA PROGRAMMATA
MUSICA PER ESPOSIZIONE
100 COPIE NUMERATE E BASTA, SOLO QUELLE.
UN UNICO, IMPONENTE PSYCHODRONE CHITARROSO E SCAMPANANTE.
PAESAGGI SONORI SPORCHI E SQUAGLIATI CHE SI DISFANnO IN TRAME DI ONDERADIO E SVEGLIE FUORI SINCRONO.
L’ESTASI DELL’INQUINAMENTO.
OH…PSICHEDELIA IPERPROTEICA, DENSA MASSA COPRENTE…
è proprio allora che ti accorgi dell'anno nuovo.
quando te ne stai seduto a non fare nulla e tutti sono ripartiti.
quando ci metti due ore per inviare una mail.
quando realizzi che, dopotutto, le tue fantasie le stai censurando per vedere implodere i desideri e sentirti un corpo caldo, ancora tiepido.
quando i pensieri si affollano senza regole nè priorità, un unico ammasso di proiezioni e stimoli.
quando ti ritrovi a scrivere queste nefandezze perchè le idee quelle buone e fiche non vogliono abbandonare il parco-giochi che è il tuo cervello.
buon anno a tutti, in sostanza, da Montefalcone.
"kiss my hands with shapes of angels".
poi? nient'altro. testevuote post-estive.
gia & hsealful davanti a schermi lenti.
meglio un mal di denti?
o un liquido per le menti?
in attesa di nuovi eventuali
eventi.
vi siete cagati nelle mutande, vero? dai...che scherzavo. ma ho affilato i coltelli e prima o poi vi passerò nel tritacarne.
condimenti umani.
dettagli.
quello che ci circonda.